RECENSIONI
Shaolin Darn Dao rappresenta un’opera anomala in una collana editoriale dove compaiono titoli come Anni ’50, Dialoghi assenti, La ballata del soldato Martino.
Tutte le proposte librarie della Casa milanese Sapiens hanno un taglio culturale, così come del resto lo è anche la veste grafica. Questo sostanzioso volume è dedicato alla sciabola cinese, cioè darn dao, dove Shaolin (dall’omonimo tempio) sta ad indicare la scuola e la culla dei metodi di combattimento cinesi. Non si presenta come uno dei tanti testi sulle arti marziali, ma si pone su un piano divulgativo diverso, spingendosi oltre la fisicità delle immagini di chi segue le “forme” di sciabola per indicare come la pratica permetta di ottenere una maggior coscienza di se stessi.
L’autore, Giuseppe Giosuè, è alla sua opera prima. Vive e insegna arti marziali in un piccolo comune delle Marche, Cupra Marittima, ma nonostante la giovane età vanta un curriculum da veterano: maestro di Kung-fu cinese, istruttore di Kickboxing, di Kali filippino e fondatore della Scuola di Kung fu Club.
Cinque sono gli elementi dell’alchimia cinese (fuoco, terra, metallo, acqua, legno), 5 le “armi nobili” (spada dritta a doppio taglio, bastone lungo, alabarda, lancia, sciabola), 9 i capitoli, detti “cerchi”, in cui viene sviluppata la tematica: i numeri e la simbologia di questo testo sono significativi per comprendere una cultura dove il maneggio delle armi è diventata un’arte per elevare il corpo e lo spirito in un tutt’uno. Dalle posizioni fondamentali si passa alle “serie”, dove la sciabola segue traiettorie circolari continue, e poi alla “forma” completa di fendenti, affondi, tagli rinforzati con l’altra mano, fino a comprendere nella pratica il vecchio detto: “Dapprima è l’uomo che muove la sciabola. Poi l’uomo e la sciabola diventano uniti. Infine è la sciabola che muove l’uomo.”La medicina cinese, la cultura del tè (la cerimonia Cha No Yu ha origini cinesi nonostante la versione nipponica sia più popolare), la pittura paesaggistica e la filosofia del
Dualismo dello Yin e Yan, il negativo e il positivo, concludono questo viaggio nell’universo Cina.
E’ un’opera particolare sia per l’argomento che per il taglio. Tema del libro è lo studio di una forma con la sciabola cinese, un’arma su cui non esistono libri in italiano e pochissimi ne sono stati pubblicati in inglese.
Lo studio delle armi tradizionali (alabarda, sciabola, lancia, spada, bastone, spade, uncinate, ecc…), benché sia di fondamentale importanza nella pratica del Kung Fu e delle arti marziali in genere, è spesso sottovalutato e del tutto ignorato.
L’autore, Giuseppe Giosuè, con questo libro, vuole porre all’attenzione dei praticanti di arti marziali l’importanza dell’utilizzo delle armi tradizionali, non tanto a scopo difensivo quanto per una crescita fisica, tecnica ed interiore per l’individuo.
“Lo scopo di questo libro è far conoscere ai cultori e praticanti di arti marziali la sciabola cinese e, attraverso essa, uno stralcio della cultura, della storia e della filosofia di una delle più antiche e affascinanti civiltà.”
Il libro è strutturato in nove capitoli, ognuno dei quali deve essere considerato una “tappa” della “strada” che conduce alla conoscenza di se stessi, visto che essi non sono stati concepiti in maniera nozionista, ma per dare al lettore una crescente consapevolezza di quella che è la “Via” delle arti marziali.
Interessante anche l’appendice, che tratta alcuni aspetti della cultura cinese, l’indispensabile complemento per comprendere appieno l’arte marziale: Yin-Yang, Pittura paesaggistica in Cina, il tè in Cina, Medicina cinese, il Drago nella cultura cinese.
E’ quindi un libro adatto sia ai principianti che agli esperti.
La veste editoriale è particolarmente pregiata. Di grande formato (24 cm x 24 cm), 240 pagine, oltre 400 foto, con traduzione in inglese a fronte.
Dello stesso autore, per la stessa casa editrice, sono in preparazione alcuni libri sulle armi tradizionali cinesi.
E’ il primo libro sulle arti marziali che viene inserito in una collana di cultura. Il motivo sta nel fatto che Sapiens ritiene giustamente le arti marziali un elemento fondamentale della storia e della cultura orientale.
L’autore è 3° grado superiore nella federazione I.M.A.D.A., di cui è direttore tecnico per il settore delle “Forme”. L’importante testo è corredato da circa 200 fotografie, che illustrano, di quest’arte marziale poco nota in Italia, posizione e forme, sia quali singoli atteggiamenti statici, sia in sequenze chiaramente espressive del movimento.
Con grande piacere, da oltre due anni, ospitiamo tra le nostre pagine la rubrica di Kung Fu e delle altre arti marziali di cui il M° Giuseppe Giosuè è ricercatore e praticante da molti anni. Fin dai primi contatti avuti con lui abbiamo potuto apprezzare, oltre al suo ineffabile carattere, anche la grande valenza sociale e culturale dell’attività che svolge.
Con altrettanto piacere ora ci accingiamo a diffondere e pubblicizzare l’uscita del suo libro, convinti che tutto ciò che nasce da una fede incontrollabile e da un percorso sofferto di continua crescita non può che essere un’opera d’arte.
“La Sciabola Cinese” è appunto una codificazione di gesti e teorie mirate alla diffusione e alla promozione della cultura orientale non come manuale di arti marziali ma come viaggio interiore della ricerca di sé stessi.
La pubblicazione, come afferma l’autore, “è uno stralcio della cultura, della storia e della filosofia di una delle più antiche ed affascinanti civiltà, con la quale, senza avere la pretesa di esaurire completamente l’argomento, si intende fornire le basi per ulteriori e personali approfondimenti. Il libro è strutturato a cerchi concentrici, l’ultimo dei quali rappresenta il cuore della trattazione, in modo da dare al lettore una crescente consapevolezza di ciò che si accinge ad apprendere”.
Unica raccomandazione per usare il testo in modo organico è quella di “rispettare le diverse tappe che compongono la strada, perché la tecnica è solamente il mezzo per arrivare a qualcosa di molto più grande e profondo, non il fine”.
Innumerevoli fotografie che illustrano la processualità delle azioni fanno da essenziale supporto a questo itinerario di crescita, e non manca, nella parte terminale, la presentazione di alcuni aspetti della cultura cinese quali la “pittura paesaggistica”, il “rito del the”, la “medicina” e la “mitologia del drago” che fanno da essenziale completamento dell’opera.
Al M° Giosuè confermiamo la nostra stima e i complimenti per il suo operato, che da tempo abbiamo imparato ad apprezzare convinti che un po’ del merito della diffusione del Kung Fu nel nostro territorio l’abbiamo anche noi.
Non conosco il giovane autore (è nato nel 1965) nemmeno di fama, e leggo sulla terza pagina di copertina del libro che è fondatore della Scuola di Kung Fu Club, istruttore Imada, Akea e Wako. Premetto che diffido da maestri “faccio tutto io”, però l’impostazione del libro mi ha convinto che dietro quest’opera c’è sicuramente una preparazione non improvvisata. Edizione elegante, molto curata, con testo a fronte di inglese e tantissime foto in bianco e nero che rappresentano le forme di sciabola cinese, tema su cui è incentrato il libro. Il testo spiega alcuni concetti fondamentali della filosofia orientale e delle arti marziali, è ben scritto, riporta in appendice un capitolo sull’arte pittorica orientale con riproduzioni di dipinti cinesi e un altro sulla cerimonia del te e sulla medicina cinese. Può essere un ottimo regalo natalizio. Se non lo trovate in libreria potete rivolgervi alla casa editrice: Sapiens ed. Via Sassetti, 17 – Milano.
Il Giardino dei Libri
Le arti marziali sono parte integrante della filosofia, della storia e della cultura orientale, e sono finalizzate più alla meditazione e alla conoscenza di se stessi che alla difesa e all’offesa. Questo è uno splendido manuale per apprendere quest’antica arte.