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Arnis,
Kali Escrima, sono questi i termini con i quali solitamente si identifica
il patrimonio marziale delle Isole Filippine: secondo alcuni è la contrazione
di due termini KAmot (corpo) LIhook (movimento); secondo altri indicava
un particolare tipo di lama, Kalis o Keris o Kriss; oppure potrebbe testimoniare
un qualche coinvolgimento col culto della Dea Kali, come molti sostengono.
Dal XVI - XVII secolo in poi l'arte marziale fu anche chiamata Escrima,
Arnis de mano o Arnis, a testimonianza di come la colonizzazione spagnola
avesse influito sulle popolazioni autoctone. Se le origini e il nome sono
oscure e confuse, il programma tecnico è alquanto sfuocato; il Kali, infatti,
non è mai stato codificato in stili, ma praticato con caratteri propri
in ogni isola o villaggio. Secondo la tradizione, prima della colonizzazione
ispanica il Kali veniva insegnato in scuole dette bothoan, e ogni regione
aveva il suo metodo particolare; dopo il XVI secolo gli invasori, riconoscendo
in esso un pericoloso strumento di offesa e un mezzo di identità culturale,
lo vietarono costringendo i filippini a celarne i movimenti in danze sacre
e folcloristiche cambiando così il sistema di insegnamento. Solo agli
inizi del XX secolo il Kali riemerse dalla clandestinità, furono fondate
numerose scuole ed associazioni e venne divulgato alle masse, anche fuori
dai confini del Paese di origine. Pur avendo in comune un vasto repertorio
tecnico e un insieme di principi teorici, ogni metodo tende ad enfatizzare
un aspetto anziché un altro. In linea di massima possiamo affermare, comunque,
che il Kali si struttura in d ue
branche: a mani nude e con le armi; la prima è suddivisa in quattro aree,
di cui la prima si riferisce al settore dei calci (Sikaran), la seconda
a quello dei pugni (Panantukan), la terza a quello del "Trapping" (Hubud
Lubud) e la quarta a quello della lotta (Dumog). Il repertorio delle armi
è vastissimo: bastoncino di 20 cm (tabak maliit), bastone corto 70 cm
(olisi), doppio bastone corto (doppio olisi o sinawali), bastone lungo
(sibat), lancia (bangkaw), flagello (olisi tuyok o tabak toyouk), una
gran quantità di armi da taglio lunghe e corte (Kriss, Barong, Kampilan,
Bolo, Golok, Pinunte, balisong, ecc.) e la tecnica della "Espada y daga",
mutuata dal particolare metodo di combattimento spagnolo con una spada
impugnata con la mano destra e una daga con la sinistra. Tra gli aspetti
teorici più interessanti del Kali ci sono i concetti di intercambiabilità
dell'arma e la trasferibilità dei principi: con il primo si intende l'apprendimento
di una metodologia nel maneggiare le armi che può essere poi applicata
a qualsiasi strumento, sia esso un bastone, una spada, un pugnale o semplicemente
le mani nude; con il secondo si evidenzia che è più funzionale avere un'unica
soluzione per diversi problemi, piuttosto che trovare una risposta specifica
ad ogni singolo caso.
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