Kung Fu è il termine che indica le arti marziali tradizionali cinesi, costituite da un numero impressionante di stili (oltre 300), spesso molto diversi tra di loro; quasi ogni stile comprende tecniche a mani nude (pugni, calci, proiezioni, leve, pressioni) e l'uso di numerose armi. Kung Fu è un termine generico che vuol dire "duro lavoro" o abilità conseguita con il duro lavoro"; in passato era riferito anche ad altre attività. L'etimologia della parola, o meglio l'analisi dei due ideogrammi, ne rivela l'essenza; sembra infatti non esistere alcuna relazione con le arti marziali o di combattimento: (Kung): significa meriti, servizi, effetti (Fu): significa lavoro I cinesi adoperano spesso altri nomi: Wu-Shu o Wu-I cioè "arte marziale" Kuo-Shu cioè "arte marziale" Chung Kuo Chuan cioè "boxe cinese" Chuan Fa cioè "metodo dei pugni" Attualmente in Cina Popolare viene usato il termine Wu-Shu per indicare una nuova concezione dell'arte marziale, più acrobatica, spettacolare, sportiva, svuotata di tutte le sue implicazioni interiori, filosofiche, spirituali e marziali; Il termine Kuo Shu è invece usato a Taiwan. Kung Fu è la parola che viene adottata ad Hong Kong e nei quartieri cinesi degli U.S.A., soprattutto quelli di San Francisco e New York, ed è sinonimo di tradizione e marzialità. Nel corso della storia, per indicare le arti marziali, sono stati usati i nomi più svariati: Chuan Yung (pugno coraggioso), Wu Hi (arte e abilità), Chi Chi (colpire con destrezza) in uso durante la Dinastia Chou (XI-III sec. a.C.); Chi Chiao (abilità e talento), Shou Po (mano che colpisce a pugno) nel corso della Dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.); Kung Shou (mano vuota) durante il periodo de Tre Regni (220-280); Chi Yung (boxe forte), Chi Hi (boxe abile) durante la Dinastia Ming (1368-1644); Pai Shou (mano bianca) durante la dominazione Manciù (1644-1911). Gli oltre 300 stili di Kung Fu sono suddivisi o classificati in Meridionali e Settentrionali, Interni ed Esterni. Il fiume Yangtze ne rappresenta l'elemento di separazione; a settentrione di questo, nella regione del Fiume Giallo, si praticano gli "stili del Nord" (Chang Chuan, Tang Lang, ecc.), mentre nella regione meridionale, gli "stili del sud" (Wing Chun, Hung Gar, ecc.). La differenza tra questi due metodi è principalmente tecnica: i primi infatti sono caratterizzati da calci alti e saltati, posizioni e spostamenti ampi e circolari, i secondi sono basati maggiormente su tecniche di mano e minori spostamenti. Molto probabilmente l'accentuata staticità riscontrata nelle tecniche di combattimento meridionali è imputabile al fatto che a Sud del fiume Yangtze vi erano molte risaie, dove uomini e donne lavoravano immersi fino alle ginocchia, mentre i villaggi in cui vivevano erano percorsi da viuzze anguste e vicoli strettissimi: per questo calci e spostamenti ampi in questa tecnica sono molto rari e più sviluppati i movimenti della parte superiore del corpo. L'insieme degli stili di Kung Fu è inoltre suddiviso in due grandi branche: stili Interni e stili Esterni; ai primi appartengono ad esempio il Tai Chi Chuan, lo Hsing I, il Pa Kua, ai secondi il Wing Chun, l'Hung Gar, il Chang Chuan, ecc. ò Le origini del Kung Fu non possono essere attribuite ad alcuna persona particolare, tuttavia nel corso dei secoli vi sono stati personaggi ed eventi che hanno rappresentato, per l'evoluzione di quest'arte, delle vere e proprie pietre miliari. Huang Ti, l'Imperatore Giallo, vissuto, secondo la tradizione, nel III millennio a.C., deve essere considerato un importante personaggio nella storia del Kung Fu. Si dice infatti che egli addestrasse personalmente i suoi soldati nella lotta ed usasse strategie particolari in guerra, scrisse inoltre un trattato di medicina. La leggenda vuole che abbia sconfitto in combattimento un mostro cornuto, Ch'Ih Yu, adottando una tecnica da lui ideata. Notizie storiche più attendibili risalgono alla Dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.): un imperatore di questa Dinastia, Han Wu-Ti, scrisse un trattato sullo Shou Pou (scherma con le mani), come allora veniva chiamato il Kung Fu; sempre in questo periodo il medico chirurgo Hua-To (190-265) codificò una serie di esercizi ispirati ai movimenti di cinque animali (orso, cervo, scimmia, uccello, tigre) per lo sviluppo psicofisico dell'individuo, gli esercizi di Hua-To rappresentano la base degli stili interni; alla fine della Dinastia Han, Kwok Yee ideò lo stile della "Lunga mano", basato sulla lunga distanza. Nel VI secolo (tra il 520 e il 535) un monaco buddista indiano, di nome Bodhidarma, in cinese Ta Mo, giunse in Cina e, dopo varie vicissitudini, si stabilì presso il tempio Shaolin (giovane bosco), sui monti Song Shan (gigante che dorme), nella provincia di Honan; qui iniziò ad insegnare ai monaci locali 18 esercizi per potenziare il corpo e lo spirito: questi rappresentano la base di quello che sarà lo stile di Shaolin. Successivamente se ne svilupparono altri: Tai-Tzu (960-976), primo Imperatore della Dinastia Sung (960-1142), codificò il Chang Chuan, basato sulla lunga distanza; Yueh Fei (1103-1142), generale dell'esercito imperiale, ideò lo Hsing-I, basandosi, infatti, sulla sua esperienza nell'uso della lancia, creò uno stile che agiva in linea retta e che colpiva verticalmente enfatizzando la potenza del pugno; Chan San Feng, monaco taoista, ideò il Tai Chi Chuan, prendendo spunto dall'osservazione di uno scontro tra una gru ed un serpente, il suo stile si basava sull'equilibrio tra Yin-Yang e sui principi di Lao-Tse. Nel XVI secolo durante la Dinastia Ming, un monaco buddista, Chueh Yuan, ampliò lo stile Shaolin, portando da 18 a 72 gli esercizi di Ta Mo; dopo un lungo viaggio e con l'aiuto di 2 anziani maestri, Li Chien e Pai Yu Feng, codificò 170 movimenti, raggruppandoli in 5 stili ispirati ai movimenti di altrettanti animali: tigre, leopardo, gru, serpente, drago. Nel XVII secolo, con la caduta della Dinastia Ming ad opera dei Manciù (Dinastia Ching), i monaci Shaolin furono a lungo perseguitati, perché accusati dall'imperatore di dare rifugio ai partigiani Ming e di fomentare sommosse anti-Ching; ci fu così un'ondata di distruzione di templi, compresi i due principali, quello di Honan e quello di Fukien. I pochi superstiti furono costretti a fuggire e a nascondersi. Questo è il periodo più eroico del Kung Fu, sorsero numerose sette segrete, i cui membri erano tutti esperti di Boxe Cinese; innumerevoli sono i racconti e le leggende legate a questi maestri, è certo comunque che dalla disgregazione di Shaolin nacquero numerosi altri stili: Hung Gar, Wing Chun, Pak Mei, Choy Li Fut, Tang Lang, ecc. Le sette segrete di praticanti di Kung Fu proliferarono per tutto il XVIII e XIX secolo; l'ultimo esempio è quello de "I pugni della Giusta Armonia", che diede vita nel 1900 alla rivolta dei Boxer, presso il quartiere europeo di Pechino. Con l'avvento del Comunismo, dopo la seconda guerra mondiale, il Kung Fu, inizialmente vietato (perché da sempre legato a concezioni imperialiste e filosofie buddiste, taoiste e confuciane), venne successivamente rivalutato. Quello praticato ora nella Cina Popolare prende il nome di Wu-Shu ed è stato svuotato di tutte le sue implicazioni marziali, filosofiche ed interiori a favore di una disciplina sportiva, acrobatica ed altamente spettacolare. Oggi il Kung Fu tradizionale è da ricercarsi ad Hong Kong, Taiwan e nell'Occidente in genere.