L'istruttore Stefania Vallorani in un passaggio di un jurus del Pencak SilatIl PENCAK SILAT ("movimento artistico ed attacco efficace", anche se questa è solo una delle ipotesi sul significato del termine) è una disciplina molto complessa, consta di circa 150 stili (alcune fonti ne contano diverse centinaia) suddivisi in esterni ed interni, quest'ultimi si basano su tecniche di respirazione e sono estremamente esoterici, tipo lo Sri Murni; i diversi stili si differenziano nel modo di muoversi, nella tecnica e nella tattica a seconda dell'area geografica e della cultura che li ha prodotti, ma perlopiù anno posizioni basse, come quelle di una tigre pronta ad attaccare; rispondendo all'esigenza di rimanere accucciati ma pronti a scattare, nella vegetazione della foresta tropicale. I nomi dei diversi metodi sono stati ispirati dalle movenze di un particolare animale, dal nome del fondatore, L'istruttore Alessia Montenovo in una tecnica tradizionale di intrappolamento con il sarong, l'abito indonesianoda un principio spirituale o tecnico al quale si ispiravano, dall'area geografica in cui si sono sviluppati, ecc. Con la colonizzazione olandese, nel XVII secolo, la pratica del Silat, come successe al Kali, fu relegata alla clandestinità e il termine divenne sinonimo di sette segrete; i praticanti si riunivano in piccoli gruppi e spesso furono ispiratori e protagonisti di rivolte contro gli occidentali. Come già accennato, oggi si contano numerosissimi stili: a Sumatra sono famosi l'Harimau, il Podang, lo Sterlak, il Kumango, ecc.; a Giava il Serak, il Cikalong, il Cimande; a Bali il Citembak e il particolare Cidepok; a Lombok il Peresean, ecc. Caratteristica di molti gli stili di Pencak Silat è la pratica dei Jurus, brevi sequenze di movimenti, per certi aspetti simili alle forme di Kung Fu o ai Kata di Karate, che servono a creare l'attitudine al movimento, che contengono i movimenti caratteristici dello stile; l'esecuzione dei Beladiri, ovvero l'applicazione tecnica e l'uso di numerose armi quali bastoni lunghi, lance, spade, coltelli di varie misure e fogge, quali il Karambit malese, i Golok usati in coppia a Giava, i Kujang dalla lama ricurva, i Cabang (tipo Sai giapponesi), il Kriss dalla lama serpentina.