Il
PENCAK SILAT ("movimento artistico ed attacco efficace", anche se
questa è solo una delle ipotesi sul significato del termine) è una disciplina
molto complessa, consta di circa 150 stili (alcune fonti ne contano diverse
centinaia) suddivisi in esterni ed interni, quest'ultimi si basano su tecniche
di respirazione e sono estremamente esoterici, tipo lo Sri Murni; i diversi
stili si differenziano nel modo di muoversi, nella tecnica e nella tattica
a seconda dell'area geografica e della cultura che li ha prodotti, ma perlopiù
anno posizioni basse, come quelle di una tigre pronta ad attaccare; rispondendo
all'esigenza di rimanere accucciati ma pronti a scattare, nella vegetazione
della foresta tropicale. I nomi dei diversi metodi sono stati ispirati dalle
movenze di un particolare animale, dal nome del fondatore, da
un principio spirituale o tecnico al quale si ispiravano, dall'area geografica
in cui si sono sviluppati, ecc. Con la colonizzazione olandese, nel XVII
secolo, la pratica del Silat, come successe al Kali, fu relegata alla clandestinità
e il termine divenne sinonimo di sette segrete; i praticanti si riunivano
in piccoli gruppi e spesso furono ispiratori e protagonisti di rivolte contro
gli occidentali. Come già accennato, oggi si contano numerosissimi stili:
a Sumatra sono famosi l'Harimau, il Podang, lo Sterlak, il Kumango, ecc.;
a Giava il Serak, il Cikalong, il Cimande; a Bali il Citembak e il particolare
Cidepok; a Lombok il Peresean, ecc. Caratteristica di molti gli stili di
Pencak Silat è la pratica dei Jurus, brevi sequenze di movimenti, per certi
aspetti simili alle forme di Kung Fu o ai Kata di Karate, che servono a
creare l'attitudine al movimento, che contengono i movimenti caratteristici
dello stile; l'esecuzione dei Beladiri, ovvero l'applicazione tecnica e
l'uso di numerose armi quali bastoni lunghi, lance, spade, coltelli di varie
misure e fogge, quali il Karambit malese, i Golok usati in coppia a Giava,
i Kujang dalla lama ricurva, i Cabang (tipo Sai giapponesi), il Kriss dalla
lama serpentina. |